Oggi a Genova 

Villa Bombrini, addio al PalaBombrini e nuovo piano per parco, sport e parcheggi: i progetti saranno discussi con Cornigliano

Interrogazione della consigliera dem Donatella Alfonso sulle aree dietro Villa Bombrini. L’assessore Massimo Ferrante conferma che l’impianto sportivo indoor immaginato dalla precedente amministrazione non rientra più nella strategia del Comune: disponibili 9 milioni di Società per Cornigliano e un altro milione ottenuto tramite bando regionale

Il futuro delle aree retrostanti Villa Bombrini torna in consiglio comunale, con un’interrogazione della consigliera Donatella Alfonso, del Partito Democratico, che ha chiesto alla giunta di chiarire quali siano i progetti realmente in campo per Cornigliano e quale percorso di partecipazione sia stato avviato o sia previsto con il territorio. A rispondere è stato l’assessore ai lavori pubblici Massimo Ferrante, che ha confermato il cambio di impostazione rispetto al progetto del cosiddetto PalaBombrini e ha delineato una nuova ipotesi di assetto: parco urbano, impianti sportivi meno impattanti e parcheggi.

La questione riguarda una delle aree più attese da Cornigliano, legata al lungo percorso seguito alla chiusura della lavorazione a caldo e agli impegni previsti dall’Accordo di programma. Alfonso ha ricordato che il recupero degli spazi dietro Villa Bombrini non è una partita solo tecnica, ma anche storica e politica per il quartiere. «Villa Bombrini è una delle grandi attese di questa città e la seguiamo da moltissimi anni», ha detto la consigliera, ricordando che dopo diversi cambiamenti sono emerse nuove risorse per il parco urbano e nuove ipotesi progettuali.

Il punto, per la consigliera Pd, è capire che cosa il Comune intenda realizzare e con quali modalità di coinvolgimento dei cittadini. La consigliera ha richiamato anche la mobilitazione che, negli anni, ha visto protagonisti residenti, associazioni e in particolare le donne di Cornigliano, tra le prime a spingere per la trasformazione dell’area e per la restituzione al territorio degli spazi sottratti dall’industria pesante. «Quello che chiedo è sapere a questo punto quali sono i percorsi che si seguiranno per decidere e che cosa si vuole decidere», ha spiegato.

Nella risposta, Massimo Ferrante ha prima ricostruito il quadro societario ed economico. Società per Cornigliano, ha ricordato, è partecipata da Regione Liguria, Comune di Genova, Città metropolitana e Invitalia. Le disponibilità economiche attuali sono pari a circa 9 milioni di euro, dopo che quasi un milione è già stato speso per la progettazione del PalaBombrini, l’impianto di atletica indoor immaginato dalla precedente amministrazione.

Proprio su quel progetto l’assessore ha segnato la discontinuità. Ferrante ha spiegato che il nuovo impianto sportivo di atletica indoor «non risulta più allineato con la visione strategica dell’amministrazione» e che questa posizione è già stata comunicata formalmente a Società per Cornigliano. In sostanza, il PalaBombrini come era stato pensato non è più il riferimento progettuale del Comune.

Gli uffici della Direzione progettazione e lavori pubblici stanno quindi lavorando ad alternative per ridefinire l’assetto complessivo dell’area. La porzione di ponente, circa 15 mila metri quadrati, viene indicata come futura area a parco urbano pubblico, in collegamento diretto con il parco storico di Villa Bombrini. Per finanziare questo intervento, il Comune ha partecipato attraverso la Direzione urbanistica a un bando regionale alimentato dal Fondo per il contrasto del consumo di suolo, ottenendo un milione di euro. Sommando questa cifra ai 9 milioni di Società per Cornigliano, il quadro delle risorse oggi disponibili arriva quindi a circa 10 milioni.

Per la porzione di levante, circa 14 mila metri quadrati, resta invece una vocazione sportiva, ma con un’impostazione diversa rispetto al passato: minore impatto paesaggistico e ambientale e maggiore sostenibilità economica. Tra le ipotesi allo studio ci sono un campo polivalente indoor, coperto eventualmente da una struttura leggera, oppure un impianto sportivo di quartiere. Accanto a questa soluzione si valuta anche la possibilità di realizzare un campo da rugby agonistico o, in alternativa, campi e attrezzature sportive all’aperto con destinazioni diverse.

Nella parte sud dell’area, verso la linea ferroviaria, pari a circa 7 mila metri quadrati, l’ipotesi è invece quella di uno spazio a parcheggio, a servizio sia del parco sia degli impianti sportivi. Una scelta che punta a tenere insieme fruizione pubblica, accessibilità e nuove funzioni urbane, senza concentrare tutto su un’unica grande struttura.

Il passaggio politico più rilevante riguarda però il metodo. Massimo Ferrante ha chiarito che prima sarà necessario aprire un’interlocuzione stretta con Società per Cornigliano e con Regione Liguria, poi partirà un percorso di partecipazione con il territorio. Il luogo indicato dall’assessore è il Municipio, con l’obiettivo di costruire un progetto condiviso con i cittadini, sul modello del percorso partecipativo richiamato per il parco Arduino.

La partita, dunque, si riapre su basi diverse. Il progetto più pesante e costoso dell’impianto indoor viene accantonato, mentre l’amministrazione punta a una combinazione tra verde pubblico, sport di quartiere e servizi. Resta ora da capire quanto il percorso partecipativo inciderà davvero sulle scelte finali e in quali tempi Cornigliano potrà vedere trasformata un’area che aspetta da anni di essere restituita pienamente alla città.


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